Campi Flegrei – Napoli

Vulcano Solfatara

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La Solfatara apre ufficialmente alla visita nell’anno 1900, pur essendo sin da tempi remoti meta di escursioni per i noti fenomeni vulcanici, per la cura delle acque sulfuree e per le stufe calde; era infatti compresa tra le quaranta più famose terme dei Campi Flegrei sin dal Medioevo. Intorno al 1900 è stato organizzato all’interno della Solfatara anche uno stabilimento termale come testimoniano sia un foglio pubblicitario sia una stampa illustrativa dell’epoca. In questo “bagno termale” era possibile curarsi con i fanghi, data l’esistenza di una fangaia naturale, e con le acque sulfuree nonché fare i bagni di vapore nelle cosiddette stufe. Nella Solfatara è stata operante sino agli inizi del ‘900 un’attività estrattiva di allume, zolfo e bianchetto, attività che ebbe il suo apice nel Medioevo.

A seguito delle crisi bradisismiche del 19701972 e 19821984, l’attività della Solfatara, che rappresenta un certo pericolo per le circostanti aree urbanizzate, è sorvegliata da una rete di strumenti, che fanno del vulcano un laboratorio naturale di studi geologici. Durante la cosiddetta seconda crisi di Pozzuoli del 19831984, quando il bradisismo montava ad un ritmo di 3 mm al giorno, i numerosissimi terremoti che quotidianamente accompagnavano il fenomeno nel suo parossismo, causarono una frattura trasversale attraverso tutta la spianata della caldera, la quale impiegò parecchi mesi per ricolmarsi: da allora, per ovvi motivi di sicurezza, la caldera è ampiamente recintata, obbligando i visitatori a percorrerla in gran parte perimetralmente.

La Solfatara di Pozzuoli è uno dei 40 vulcani che costituiscono i Campi Flegrei. Si tratta di un antico cratere vulcanico ancora attivo ma in stato quiescente che da circa due millenni conserva un’attività di fumarole d’anidride solforosa, getti di fango bollente ed elevata temperatura del suolo. La Solfatara rappresenta oggi una valvola di sfogo del magma presente sotto i Campi Flegrei, grazie alla quale si riesce a mantenere una pressione costante dei gas sotterranei. La Solfatara, nome col quale viene indicato il cratere piuttosto che l’intero edificio vulcanico, ha una forma ellittica con diametri di 770 e 580 metri, mentre il perimetro è di 2 chilometri e trecento metri; la parte più alta della cintura craterica è posta a 199 metri ed è chiamata monte Olibano mentre il fondo del cratere è posto a 92 metri sul livello del mare.

La visita alla Solfatara viene svolta solitamente in senso antiorario seguendo il perimetro del cratere, ove si concentrano la maggior parte delle attività vulcaniche: dopo aver superato un bosco di querce ed una zona con la tipica vegetazione della macchia mediterranea si arriva ad un belvedere da dove è possibile osservare l’intera area del cratere. Si prosegue poi per il pozzo d’acqua minerale, la fangaia, le cave di pietra trachite, la grande fumarola e le stufe antiche.

Il Pozzo d’acqua minerale ha una profondità di circa 10 metri e la sua falda varia nel tempo a seconda sia delle precipitazioni sia per l’effetto del bradisismo: nel 1913 la temperatura dell’acqua, che ha un sapore asprigno, simile al limone, era di 70º. L’attuale pozzo fu costruito nell’Ottocento e serviva sia per cure termali che per estrarre allume: infatti analisi dell’acqua rivelarono un contenuto di allume, ossidi di zolfo, solfati di calcio, magnesio, ed altri minerali. L’acqua termominerale della Solfatara veniva attinta fin dal Medioevo. Il Balneum Sulphatara era ritenuto miracoloso per la cura della sterilità femminile, ridando fecondità alle donne sterili: in miniatura del Codice Angelico si notano donne immerse fino alla vita in una vasca esagonale in muratura mentre tra le rocce un personaggio incrementa con un soffietto le fiamme e le esalazioni provenienti da varie fumarole a forma di vulcanetti. Quest’acqua inoltre era utilizzata per alleviare i sintomi del vomito, dei dolori allo stomaco ed ancora guariva dalla scabbia, distendeva i nervi, acuiva la vista e toglieva la febbre coi brividi.

La Fangaia è formata da acqua piovana e da condensazione del vapore acqueo che mescolandosi con materiale argilloso forma del fango, il quale con le alte temperature del suolo ribolle. Il fango, utilizzato anche per fini termali, è ricco di minerali quali boro, sodio, magnesio, vanadio, arsenico, zinco, iodio, antimonio, rubidio; dalla Fangaia fuoriescono anche dei gas, ad una temperatura che si aggira tra 170° e 250° gradi, e dalla composizione varia. Sulla superficie del fango si notano delle striature scure, le quali costituiscono colonie di archeobatteri, chiamati Sulfolobus solfataricus, che riescono a sopravvivere alle alte temperature e riscontrate solo in tali luoghi; altro tipo d’invertebrato che vive nella Solfatara è la Seira tongiorgii.

Le Cave di pietra trachite offrono la possibilità di osservare l’antica attività mineraria che si è svolta fino intorno agli anni cinquanta del XX secolo: si estraeva oltre alla pietra alchitrachite anche allume e bianchetto.

La Bocca Grande è la principale fumarola della Solfatara con il vapore, dal caratteristico odore di zolfo simile ad uova marce, che raggiunge temperature di circa 160°. Denominata dagli antichi Forum Vulcani, nei suoi vapori si trovano sali come il realgar, il cinabro e l’orpimento che posandosi sulle rocce circostanti danno una colorazione giallo-rossastra.

Le Stufe Antiche, realizzate nell’Ottocento ed in seguito rivestite di mattoni, sono due grotte naturali che utilizzando i vapori delle fumarole erano sfruttate ai fini termali: chiamate una del Purgatorio e l’altra dell’Inferno a causa della variazione di temperatura tra le due, oggi non sono più utilizzate. Nel periodo in cui venivano effettuate le cure termali le persone potevano sostare al loro interno soltanto alcuni minuti: ciò causava un’eccessiva sudorazione e si inalavano vapori solfurei ritenuti ottimali per la cura di patologie delle vie respiratorie e della pelle. Nelle vicinanze delle stufe è possibile ritrovare cristalli di zolfo e allume.

Orario d’ingresso:

 Aperta tutti i giorni feriali e festivi  dalle 8:30 ad un’ora prima del tramonto (aprile – ottobre 8.30 – 19.00/ novembre – marzo 8.30 – 16.30)

Biglietti:

Intero                                                                                           € 7,00

Ridotto (per gruppi di almeno 15 persone)                            € 6,00

Ragazzi (fino a 12 anni) e gruppi scolastici italiani                 € 4.50

Biglietto ridotto per possessori di tessera Artecard valida  € 5,60

Bambini fino a 4 anni di età gratis

Informazioni:

Tel.: +39 0815262341 – +39 0815267413

14 aprile 2014 |

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