Campi Flegrei – Napoli

Tempio di Serapide (Macellum)

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Il tempio di Serapide è sicuramente stato un importante centro termale dell’antichità tanto che la denominazione di tempio in senso proprio può considerarsi impropria.

La struttura del tempio di Serapide si sviluppa entro un’area rettangolare (75 metri di lunghezza per 58 metri di larghezza). La sua costruzione è ritenuta dai più risalente all’età flavia; i segni di successivi interventi di restauro testimoniano la longevità e l’assiduità di fruizione del centro in epoca romana. Di particolare valore artistico sono i materiali utilizzati per l’interno del tempio ed in particolare i marmi ed i mosaici. L’abside è a semicupola; la statua di Serapis, divinità protettrice del commercio, è collocata al di sotto di esso. Le tabernae si sviluppano intorno ad un ampio porticato, al cui centro si eleva una tholos, chiuso da una esedra preceduta da quattro colossali colonne, delle quali si osservano tre ancora in piedi. Le vaste tracce del pavimento marmoreo, e il rivestimento dei servizi igienici sono la testimonianza di una incomparabile ricchezza architettonica del monumento.

Invaso e sommerso dalle acque termominerali che scaturiscono in gran copia dal sottosuolo in prossimità del litorale, il tempio di Serapide rappresenta l’indice metrico più prezioso e preciso che abbiamo per misurare il fenomeno di abbassamento e di sollevamento della croste terrestre (bradisismo), che si manifesta in modo così accentuato ed evidente lungo il litorale del golfo di Pozzuoli. Le tre grandi colonne di cipollino grigio che fronteggiano la cella semicircolare al centro della parete di fondo servono esse stesse di strumento di misurazione poiché lungo il fusto i fori dei litodomi (molluschi foraminiferi che vivono a pelo d’acqua) indicano chiaramente il livello più alto a cui è giunta l’acqua del mare (5,719, dal fondo).
Non conosciamo quale fosse l’altezza del livello del suolo al tempo della costruzione del tempio di Serapide; comunque si può ritenere che, dopo un primo lungo periodo di graduale abbassamento fra il secolo XIII ed il secolo XVI, nel quale l’acqua del mare raggiunse sul pavimento la notevole altezza di m. 5,719, si ebbe dalla metà del secolo XVI fino al principio del secolo XIX, un fenomeno di lenta emersione tanto che alla fine di questo periodo il monumento potè essere accuratamente studiato e rilevato.

Gli scavi del tempio di Serapide ebbero inizio nel 1750 con la scoperta di varie opere d’arte e fra esse di una statua di Serapis, da cui prese il nome il monumento; dal 1809 al 1816 si scavò il lato settentrionale dell’edificio, la cella centrale e gli ambienti laterali, e si misero meglio in luce la rotonda al centro del portico e molti elementi architettonici e decorativi.

23 aprile 2014 |

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